Pressfitting

E’ disponibile nelle versioni in acciaio al carbonio, acciaio inossidabile AISI 316 L, AISI 304, AISI 444, CuNi (rame e nichel 90/10), rame. Consente di realizzare in modo affidabile e conveniente le tubazioni di molti tipi di impianti idraulici nel campo civile, industriale e navale. La gamma comprende diametri dal 15 mm al 168,3 mm.
L’elemento base del sistema pressfitting è costituito dalla particolarità costruttiva dei raccordi.
I raccordi sono realizzati con una camera toroidale ad ogni estremità nella quale è inserito un o-ring (elastomero), il quale una volta deformato dall’azione di pressatura della pinza, realizza la tenuta ermetica in accoppiamento con il tubo.
La tenuta meccanica è garantita dalla deformazione congiunta del raccordo e del tubo in esso innestato.
I raccordi vengono forniti con una guarnizione di tenuta che segnala la mancata pressatura dei raccordi.
Il sistema permette di evidenziare, durante il collaudo, eventuali raccordi non pressati.
L’o-ring di tenuta è di norma realizzato in EPDM, (requisito KTW, controllo igienico secondo DWGW foglio di lavoro W270) elastomero particolarmente resistente all’invecchiamento, all’ozono, al calore ed agli agenti chimici quali gli additivi normalmente impiegati nell’acqua potabile e nei circuiti di raffreddamento.
Per impianti che prevedono il trasporto di oli combustibili, lubrificanti, solari termici è prevista la fornitura di un o-ring in FKM.
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Breve storia del Pressfitting

Il pressfitting oggi si rivolge agli utilizzatori in diverse tipologie di materiali: 

 acciaio galvanizzato nudo oppure ricoperto per impieghi negli impianti di riscaldamento e nell’antincendio, inox per acqua, fluidi aggressivi e, rame per acqua e per gas e negli ultimi anni il cupronichel (CuNi 90/10) per impieghi essenzialmente navali.

La storia del pressfitting ha origine negli anni 50 nei paesi Scandinavi dall’intuizione di uno Svedese (ing. Gunnar Larsson). Alla fine degli anni 60 la nota azienda tedesca Mannesmann fece proprio il brevetto ed iniziando una produzione di raccorderia pressfitting su larga scala, abbinata ai tubi a parete sottile, diede vita al sistema pressfitting che oggi i mercati conoscono.

In Italia il sistema venne portato a conoscenza degli installatori alla fine degli anni 70.                 

Il sistema pressfitting si diffuse inizialmente negli impianti di riscaldamento con l’acciaio al carbonio e solo negli anni 80 l’introduzione del pressfitting inox ha permesso al sistema di fare un notevole salto di qualità con una penetrazione in settori sino ad allora neanche sfiorati come l’industriale ed il settore navale.

Oggi il sistema è largamente utilizzato a livello internazionale con produzioni che ne hanno migliorato la flessibilità nell’utilizzo, mantenendone praticamente invariata la qualità negli anni ed utilizzando ancora oggi come riferimento la tipologia del produttore d’origine.

Pressfitting perché?

Ormai questo sistema di giunzione mediante raccordi a pressare si è esteso a tutti i metalli, come acciaio al carbonio, acciaio inossidabile, rame, bronzo, ma anche a tubi in plastica e in materiale composito, ed è pertanto, almeno in Europa, la tecnica di accoppiamento prevalente.

Gli installatori hanno potuto nel tempo valutare l’estrema affidabilità del sistema, non solamente legandola alle garanzie offerte dai produttori e distributori, ma anche dalla durata di utilizzo dalla nascita dello stesso, senza subire variazioni di sorta ma solamente migliorie atte a garantirne sempre maggiori applicazioni.

L’applicazione del pressfitting negli impianti sanitari e di riscaldamento è diventata talmente usuale che molte aziende installatrici lo hanno adottato come sistema sostitutivo al tradizionale saldato o filettato.

Velocità di esecuzione e garanzia di tenuta ne fanno un sistema di semplice utilizzo senza abbandonare quella professionalità che distingue le ditte Termoidrauliche siano esse specializzate nel settore civile, industriale o navale.

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